Atlante delle meraviglie minime

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26 Febbraio 2026

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In mostra a Rovereto il paesaggio di Vittorio Peretto

Dal 3 al 22 marzo, la Biblioteca Civica G. Tartarotti di Rovereto ospita la mostra di Vittorio Peretto. Disegni e oggetti svelano un metodo dove natura, gioco e visione si fondono, trasformando il progetto di paesaggio in un potente dispositivo di pensiero e narrazione poetica. Una tappa imperdibile.

 

Il paesaggio di Vittorio Peretto si sfoglia come un atlante e si attraversa come un gioco dell’oca: la mostra nasce proprio da questa tensione tra ordine e possibilità. Il percorso si snoda tra tappe che, come caselle di un gioco, svelano l’iter progettuale dell’autore. È un procedimento libero, popolato da schizzi e oggetti che riflettono un metodo intuitivo capace di trasformare il pensiero creativo in esperienza visibile. Invitando alla libera esplorazione, l’esposizione spinge a riflettere su come spesso un’idea prenda forma da associazioni inattese. Come osservato dalla curatrice Rosella Peluso, questo inedito atlante esposto a Rovereto rappresenta la cartografia dell’immaginario di Peretto. Casella dopo casella, le mappe concettuali dialogano tra loro delineando un territorio di sorprendenti rivelazioni, dove la leggerezza e il metodo convivono in una raffinata elaborazione intellettuale.

Il dondolo e la Falegnameria poetica

Nel cuore della mostra, la Falegnameria poetica di Peretto trasforma legni di recupero in oggetti carichi di memoria. Nata nel borgo di Ponna Inferiore, nelle Prealpi Lariane, questa ricerca spazia tra eclettici cucchiai e fossili fake, fino ai celebri Paesaggi a dondolo: strutture in equilibrio instabile che evocano il cullare materno e il ritmo stesso del vivere. Come insegna il percorso espositivo, la forza di un racconto risiede nel montaggio degli elementi; qui il paesaggio si fa intreccio narrativo dove la competenza tecnica sposa la poesia. Il casolare con il cipresso, icona del “Bel Paese” e del buon governo, diventa un microcosmo per dialogare con il Genius loci. Sono oggetti creati per ricordarci che il territorio ci cura solo se sappiamo prendercene cura, dondolando con grazia tra sogno e realtà.